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Giulianova - Mare e Gastronomia
Legata al Mare e al suo Entroterra, Giulianova non perderà occasione di offrire al Turista Sagre e Manifestazioni di ogni tipo.

Alcuni cenni sulla città


Giulianova, protesa sul mare ma con solide tradizioni legate al contesto agrario, può vantare una gastronomia completa.

Piatto principe della cucina locale, nato con e dai marinai, è il brodetto alla giuliese, così chiamato per le varianti che lo differenziano dagli analoghi di Pescara e Vasto. Considerato unanimemente un vero capolavoro di bontà, la sua genesi è legata alla tradizionale “scafetta”, cioè il quantitativo di pesce spettante al marinaio in conto lavoro e prelevato dall’ultima pescata effettuata dalla barca prima di rientrare in porto. Gli ingredienti sono semplici: sogliole, polipi, merluzzo, triglie, scorfano, coda di rospo, seppie, seppioline e altri frutti di mare, in aggiunta al peperoncino. La cottura è articolata in due momenti, iniziando dapprima con il pesce che richiede più tempo (seppie, totani, calamari, ecc.), passando quindi a quello dalla cottura immediata (merluzzo sogliola, triglia, ecc.).

Altra prelibatezza della cucina marinara è costituita dalle panocchie soffocate, nato come antipasto che i pescatori preparavano sulle “lancette”, le barche antesignane degli attuali motopescherecci.

Il granchio, localmente detto ragno, dai marinai fino a non molto tempo fa tenuto in scarsa considerazione perché considerato un crostaceo inutile, ha acquisito in seguito una sua dignità divenendo componente essenziale delle mezze maniche con sugo di granchi, piatto che costituisce una interessante innovazione della cucina marinara.

Tra i primi si ricordano inoltre gli spaghetti all’uso di Giulianova (rana pescatrice, vongole e scampi sgusciati, seppioline, calamaretti penne o mezze maniche al piccato), e il timballo di pesce. Tra i secondi spiccano la marinara alla giuliese (triglie, sogliole, coda di rospo, merluzzetto, vongole, calamaro), le sogliole alla giuliese (con olive nere snocciolate) e le gustosissime alici e sarde “scottadito”.

Celebre piatto legato invece alla cultura contadina, diffuso ormai in tutta la regione benché nato nel Teramano, è quello costituito dai maccheroni alla chitarra. Il singolare nome, impostosi probabilmente a partire dai primi del Novecento, deriva da una sorta di telaio di legno rettangolare dotato di sottili fili di acciaio, simile appunto ad una chitarra, utilizzato per confezionare questi particolari maccheroni che l’illustre gastronomo Antonio Montefredine, innamorato della cucina abruzzese, definì poeticamente “fini come un capello, leggeri come una piuma, profumati come un fiore”.

Tradizionali sono anche le scrippelle ‘mbusse, una pietanza tenuta in gran conto persino dal grande cuoco Paul Bocuse e il cui nome rimanda al periodo della dominazione francese. Vuole infatti la tradizione che la nascita di questo piatto, collocabile nel primo decennio dell’800, sia dovuta all’inventiva del teramano Enrico Castorani, assistente del cuoco addetto alla mensa degli ufficiali francesi di stanza a Teramo. A quel che si dice, un piatto di crepes sarebbe caduto in un recipiente colmo di brodo. Nacquero così, del tutto casualmente, quelle frittatine in brodo (‘mbusse in dialetto significa letteralmente bagnate) che ancora oggi rappresentano uno dei piatti forti della gastronomia teramana.