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Riccione: da quando si chiamava Arcioni ad oggi.


Riccione Oggi: La Perla verde dell'Adriatico.
RiccioneEd ecco cos'è diventata oggi Riccione:
- la città delle vacanze per famiglie, ma anche per giovani, per i suoi hotel adibiti sia per l'una che per l'altra categoria - la città giardino, per gli innumerevoli spazi verdi. Per questo ora Riccione è divenuta famosa in tutto il mondo. Le sue spiagge romagnole occupano un posto assolutamente particolare, con un aspetto ed un'atmosfera che la distinguono dalle altre.
Riccione chiamata anche città giovane - nel '700 era poco più di un piccolo paese di campagna - è diventata la città ad doc per le tue vacanze.
E' solo verso la fine del secolo scorso, infatti, che amministratori pubblici ed imprenditori privati hanno cominciato a ideare e costruire la città balneare di oggi: ampi viali alberati, ville con giardini, parchi e, naturalmente, alberghi, hotel, appartamenti, residence, ristoranti, pub, discoteche.

Riccione conosce solo successi ed una rapida crescita all'insegna di un'offerta che privilegia la qualità e che fa di Riccione una delle mete turistiche più ambite e frequentate d'Europa: centinaia di strutture ricettive, hotel alberghi, di prim'ordine, un'enorme spiaggia di sabbia bianca e finissima, attrezzata per divertimenti e sport acquatici d'ogni tipo, un vivacissimo centro cittadino con innumerevoli occasioni di shopping, un ricchissimo calendario di spettacoli e manifestazioni alla vicina fiera di Rimini, un'animata e indimenticabile vita notturna con le innumerevoli discoteche, e per un divertimento diurno non dimentichiamo i parchi di divertimento della riviera.

Quando Riccione si chiamava Arcioni
riccione turismoIl nome di Riccione nella sua forma arcaica compare nel Codice Bavaro, il manoscritto papiraceo emanato dalla Camera arcivescovile ravennate che raccoglie annotazioni di possedimenti e donazioni della Chiesa di Ravenna nella Pentapoli, il territorio di cui in epoca bizantina faceva parte il territorio riccionese. Nel codice si fa riferimento ad Arcioni. Sulle origini del nome molte sono le ipotesi. Fra le più suggestive quella che la riconduce alla parola Arkeion, portata in Italia dai Bizantini e riferita ad una pianta, la leppa, che cresceva spontanea sulle spiagge di Riccione ed era usata come medicina per curare la raucedine, la tosse, l'ulcera e l'artrite.

Gli Agolanti
Castello degli AgolantiGli Agolanti furono i signori di Riccione. Per alcuni storici l'arrivo della nobile famiglia fiorentina in esilio deve essere fatto risalire al 1260. Alle spalle di Riccione, sulle colline, del castello che fu la loro dimora restano solo dei ruderi. Ma nel periodo di massimo splendore degli Agolanti vi soggiornarono personaggi di rango e teste coronate come la regina Cristina di Svezia che vi che fu ospitata nel 1657 durante un suo viaggio verso Roma.
Molti membri della famiglia ebbero cariche importanti nell'amministrazione riminese e strinsero legami con casate influenti, fra le quali quella dei Malatesti, i signori di Rimini. Ma per gli Agolanti, che possedevano palazzi anche a Rimini, il castello fu soprattutto luogo di villeggiatura e residenza dalla quale controllare i possedimenti e l'attività agricola. Passato successivamente dagli inizi del 1700 ad altre famiglie, fu danneggiato dal terremoto del 1786. In parte abbattuto e adibito a casa colonica fu ceduto nel 1982 al Comune di Riccione dagli ultimi proprietari, la famiglia Verni, di San Giovanni in Marignano.

I Ceccarini, coniugi benefattori
Viale CeccariniNella seconda metà dell'800 Riccione era una comunità agricola molto povera. La pesca era un'attività complementare, alla quale era dedita soprattutto la popolazione costiera.
Il turismo e l'attività balneare non erano nemmeno agli albori. Fu in questo contesto di povertà e arretratezza che agirono i coniugi Ceccarini, Giovanni e Maria Boorman Wheeler. Sensibili alle necessità della comunità riccionese progettarono numerose iniziative assistenziali e sanitarie. Cominciarono insieme. Alla morte di Giovanni, medico, fu la vedova Maria, americana, a proseguire sulla strada imboccata insieme al marito, prima sostenendo la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Riccione, poi promuovendo la distribuzione giornaliera di pasti alle famiglie indigenti. Nel 1891 inaugurò il primo asilo infantile, che accoglieva i bimbi riccionesi. La retta era commisurata alle condizioni economiche delle famiglie e l'impostazione pedagogica era all'avanguardia, basata su criteri di sviluppo della personalità del bambino e non su principi di semplice assistenza. Un anno dopo Maria Boorman posò la prima pietra dell'ospedale "Ceccarini", nel quale venivano curati gratuitamente i malati poveri. Un'iniziativa di grande rilevanza, all'epoca, se considera che l'unico ospedale della zona era a Rimini e che accoglieva solo i malati della città. Sempre a lei si deve la realizzazione del porto riccionese, per il quale anticipò parte del capitale necessario, costruendo successivamente a sue spese la strada di accesso.
Alla sua morte dispose che l'ospedale venisse eretto Ente morale e lasciò in eredità un patrimonio fondiario per garantire alla struttura sanitaria l'autosufficienza.

La nascita di Riccione come località turistica
RiccioneAgli inizi del secolo Riccione era ancora poco più di una borgata, nella quale però pulsava già la forte vocazione al turismo balneare che l'avrebbe fatta diventare uno dei centri turistici più conosciuti in Italia e in Europa, per i suoi numerosi hotel e alberghi lungo la riviera.

Il centro urbano si sviluppava soprattutto lungo la zona costiera, con servizi, hotel, appartamenti, residence, alberghi e locali pubblici funzionali all'espansione della nuova economia turistica. Una crescita basata sull'iniziativa privata che gradualmente aveva alimentato una spinta autonomistica. Il comune di Rimini era accusato di disinteressarsi delle sorti di Riccione e mentre cresceva la protesta aumentavano le rivendicazioni della classe imprenditoriale(con la costruzione di hotel,residence e appartamenti) emergente che ravvisava nell'autonomia comunale le condizioni per lo sviluppo economico e sociale del paese. Il 24 agosto del 1922 un comitato cittadino proclamò l'autonomia, alla quale la giunta riminese socialista, non senza scontri interni al partito, si dichiarò alla fine favorevole. Fu il Commissario prefettizio, nominato dopo la caduta della giunta costretta alle dimissioni dall'incalzante violenza delle squadre fasciste, a nominare la commissione incaricata di definire la separazione territoriale e patrimoniale del comune. Il 4 novembre del 1923 si insediò il primo sindaco di Riccione: Silvio Lombardini.