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Rimini durante la Seconda Guerra Mondiale

Rimini nel periodo della Grande Guerra A Rimini il primo "fascio" durò solamente una manciata di mesi del 1919, e ad esso i riminesi diedero poca importanza. Ma a tre anni di distanza il movimento fascista , movimento totalitario che con il suo leader avrebbe trainato l'Italia in una folle quanto impossibile rincorsa al potere mondiale, tramite violente repressioni costrinse la giunta socialista a rassegnare le dimissioni in data 6 luglio 1922.

Finito così il periodo rosso, iniziò il tempo delle camicie nere. Il più grave di tali atti dispotici avvenne il 27 maggio del 1922, quando una squadra di camicie nere passando per Santa Giustina fu fatta oggetto di fischi e clamori. Ne scaturisce una violenta sparatoria al termine della quale rimangono uccisi tre contadini convenuti nel tranquillo paesino per una funzione religiosa.

Hanno inizio così gli anni della dittatura. Intanto passati quasi ottanta anni dall'apertura del primo stabilimento balneare, nato da una idea dei conti Baldini, Rimini si ritrovò negli anni trenta con una spiaggia non più esclusiva di poche élite, ma scenario di un turismo di massa.

Alle elezione del '23 non si presentò nessuno schieramento di candidati che fosse contrario alle ideologie fasciste. Il pluralismo era stato assicurato, così che nei candidati si potessero riconoscere gli elettori di ogni ideologia, ma era lapalissiano che le varie liste esprimevano il medesimo spirito fascista. Il definitivo successo fascista si ebbe nel 1924, quando vinse le elezioni anche a livello nazionale, seguite dalle denuncie del deputato socialista Giacomo Matteotti, che accusava le violenze e i brogli del partito fascista. La ricerca di giustizia, portò solamente Matteotti a trovare la sua morte.

Nel 1924 al 21 di settembre giunse in Rimini anche Mussolini, venuto ufficialmente per motivi culturali, ovvero la commemorazione di Giovanni Pascoli, che aveva studiato al Liceo Ginnasio Statale Giulio Cesare di Rimini.

Ma Mussolini era venuto a Rimini per chiari intenti politici; tenne così da palazzo Garampi un discorso volto a frenare e al tempo stesso a eccitare le squadre del Fascio.

Giunsero gli anni della Seconda Guerra Mondiale, che portarono morte, miseria e distruzione in tutta Rimini, abituata ai suoi spensierati e sereni ritmi di vita, propri di una cittadina di provincia, eternamente immortalati dal "Maestro" Federico Fellini, nel film dal magico e nostalgico titolo "Amarcord", che gli valse il premio Oscar come miglior film straniero.

Rimini subì in tutto 373 bombardamenti aerei e 14 navali , dato che era attraversata dalla linea gotica.

Gli eventi bellici rasero totalmente al suolo Rimini, cancellandone irreparabilmente gran parte del patrimonio artistico e monumentale.

Prima dell'ingresso in Rimini delle truppe alleate avvenuta il 21 settembre del 1944, il 16 agosto furono impiccati i tre giovani partigiani Mario Cappelli, Luigi Nicolò e Adelio Pagliarani. Il fatto avvenne sulla pubblica piazza Giulio Cesare, che da quell'episodio prese il nome usato tutt'oggi di Piazza Tre Martiri.

La buona volontà del popolo riminese e la sua voglia di rinascere, portarono Rimini ad una sorprendente quanto celere rinascita, che la proiettarono con incredibile vigore economico nel mitico boom degli anni '50.

A partire già da questo decennio Rimini può essere considerata capitale del divertimento in riviera Romagnola, nonché importante centro turistico a livello europeo.

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