
Prima di giungere alle sollevazione del 1845 e del '48 a Rimini si intrapresero nuove iniziative in campo edilizio ed economico.
Si avviarono delle attività imprenditoriali, che per il futuro della città di Rimini, una città debilitata dalle continue carestie e insurrezioni, si sarebbero rivelate fondamentali per la sua rinascita.
Grazie anche al favore dimostrato dalla Segreteria di Stato e dal Legato Pontificio, sorsero varie fabbriche specializzate in vari settori di produzione industriale di Rimini.
Ma il triennio che va dal '41 al '43 fu una tappa fondamentale per la storia economica di Rimini: il '41 vide la fondazione della Cassa di Risparmio di Rimini, mentre due anni dopo l'aristocrazia riminese vedeva l'alba di quello che sarebbe stato il fattore trainante dell'economia futura della città: nascono i primi stabilimenti balneari.
I conti Alessandro e Ruggero Baldini, con il medico Claudio Tintori inaugurarono il 30 luglio il primo "Stabilimento Bagni". La "prima" dell'Aroldo di Giuseppe Verdi inaugurò nel 1857 il nuovo teatro di Rimini progettato da Luigi Poletti intitolato a Vittorio Emanuele II.
Dei primi stabilimenti balneari non rimane più molto, anzi, praticamente nulla. Seppur attenta alle tradizioni ed alla propria storia, Rimini ha, per quanto riguarda il settore turistico, una forte predisposizione all'innovazione. Rimini, Riccione e la Riviera Adriatica, hanno in tutti questi anni dettato leggi e tendenze per ciò che riguarda il turismo balneare. Parte del merito di questo successo è sicuramente da attribuire ai fondatori dei primi bagni: i conti Baldini e il Tintori.
A Rimini durante la Seconda Guerra Mondiale
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