
Santa Maria in Trivio, una chiesa riminese probabilmente del secolo X, fu donata dai monaci Pomposiani ai Minori Conventuali di Rimini nel 1257. Tale chiesa che grosso modo si ergeva nell'area dell'odierno sagrato del Duomo, venne sostituita da un nuovo edificio di culto nella seconda metà del XIII secolo.
Nella nuova chiesa, di forme tardo gotiche, lavorò Giotto con le sue maestranze, che diedero forse vita ad un ciclo di affreschi raffigurante le storie di san Francesco. Risulta molto importante la presenza a Rimini di Giotto in quanto al suo fianco potrebbero aver lavorato i pittori riminesi, che in seguito avrebbero formato la "Scuola Riminese del Trecento" . Purtroppo di tali affreschi non rimane più alcuna traccia, dato che, come narra il Vasari, furono completamente "scrostati" da Sigismondo Pandolfo Malatesta. Ma i visitatori possono ancora ammirare il Crocifisso dipinto su tavola, attribuito a Giotto.
La chiesa di San Francesco fu ulteriormente ampliata nel XIV secolo con l'aggiunta di almeno altre cinque cappelle.
Nel 1447 Nicolò V emanò una bolla in cui si approvava la richiesta di Isotta degli Atti di operare delle modifiche alla cappella degli Angeli. Così il 31 ottobre del 1447 Bartolomeo Malatesta, Vescovo di Rimini, benedisse la prima pietra delle fondamenta della Cappella che verrà edificata sotto l'invocazione di San Sigismondo. In seguito nel 1450 Sigismondo Malatesta diede ordine a Matteo de' Pasti di riprogettare tutto l'interno di San Francesco e commisionò ad Agostino di Duccio la decorazione plastica dell'interno del Tempio, che operò nel 1455-56 .
Un anno dopo Piero della Francesca eseguiva l'affresco di San Sigismondo. L'anno seguente fu consacrata la cappella di San Sigismondo, finalmente completata. Matteo de' Pasti in quegli anni faceva fondere la medaglia in cui è ritratto il tempio malatestiano, nelle forme finali pensate da Leon Battista Alberti. Il famoso architetto aveva progettato un involucro marmoreo di forme classiche, che andava a ricoprire la sottostante struttura di fattura tardo -gotica. Ma il progetto albertiano rimase incompiuto, e la grande cupola raffigurata nella medaglia del de Pasti non venne realizzata. Questo accadde a causa dell'improvvisa fine delle fortune di Sigismondo Pandolfo Malatesta, impegnato contro Papa Pio II .
Giotto, Agostino di Duccio e la "Scuola Riminese del 300" sono solo alcune testimonianze della grandezza artistica e culturale di Rimini. Il medioevo Riminese, l'età Comunale e le Signorie a Rimini hanno lasciato molte testimonianze e altrettanti monumenti. Il Tempio Malatestiano, o Duomo di Rimini che dir si voglia, è sicuramente uno di questi. Chiunque decida di trascorrere le proprie vacanze in Riviera dovrebbe prendersi un paio d'ore per questa suggestiva visita.
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