
La conferma che Rimini fosse considerata dai Romani come ottimo punto strategico da cui avviare l'espansione verso le terre galliche, è data dalla costruzione di importanti strade negli anni successivi alla fondazione della colonia.
Nel 220 a.C. Caio Flaminio apre la via Flaminia, che, con le sue 212 miglia selciate, collegava Roma con Rimini e l'Italia celtica. Circa un ventennio più tardi, nel 187 a.C., Emilio Lepido inaugura la via Emilia, che collegava Rimini con Piacenza attraversando tutta la valle Padana. L'ultima importante strada costruita in età repubblicana dai Romani è la Popilia, che collegava Adria e Rimini; venne eseguita ad opera di Publio Popilio Lenate nel 132 a.C. .
Grazie alla sua importanza strategica e alla favorevole posizione sul mare, che assicura un florido commercio, la colonia di Ariminum tra il I e il II secolo a.C. è un'importante centro artigianale e commerciale romano; nel 90 a.C diventa finalmente municipio e i suoi abitanti divennero pari ai cittadini Romani e iscritti alla tribù aniense.
Purtroppo Ariminum subì gravi danni nell'82 a.C. a causa della guerra civile tra Mario e Silla. Infatti la città si schierò contro il partito patrizio, rappresentato da Silla, facendosi alleata dei populares di Mario. Cicerone ci informa che Ariminum fu presa di sorpresa dalle armate di Silla e messa a ferro e fuoco.
La via Flaminia qualche secolo dopo, intorno all'anno 0, venne ristrutturata da Augusto, il figlio adottivo di Cesare. Augusto per celebrare l'evento, ma anche per autocelebrarsi, costruì il celeberrimo Arco di Augusto di Rimini (Rimini era la destinazione finale della via Flaminia, quindi l'arco segna la fine della via). L'Arco d'Augusto esiste tutt'ora, è il più antico arco celebrativo giunto fino a noi ed è anche uno dei monumenti più belli e significativi di Rimini. Guida Hotel Rimini segnala l'Arco d'Augusto come una tappa fondamentale della tua vacanza in Riviera.
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